Quando l’8 marzo 2020 l’emergenza COVID-19 entrava nel vivo, il mercato immobiliare veniva bloccato dal virus, la nostra agenzia immobiliare, come tutte quelle italiane, chiudeva i battenti in attesa di capire come si sarebbe evoluta la situazione. C’era il rammarico di aver sospeso l’attività in un momento dove il mercato immobiliare stava vivendo, almeno per quello che riguardava noi, una ripresa soprattutto nella richiesta da parte delle famiglie in cerca della loro prima casa. Nei 56 giorni di lock down il timore era proprio quello di perdere tutto il lavoro che si era fatto, mentre la speranza era che poi tutto sommato non sarebbe cambiato nulla. Ed in effetti dal 4 maggio, giorno della riapertura, ci siamo ritrovati di fronte i soliti clienti che già avevano intenzione di acquistare casa prima della chiusura e che, anzi, hanno accelerato la ricerca per arrivare ad una definizione in tempi più brevi rispetto alle loro previsioni. Inoltre un considerevole numero di persone che durante il lock down ha maturato la convinzione di spostarsi dalle città per trovare soluzioni abitative con spazi esterni vivibili (giardini oppure ampi terrazzi) ha iniziato a guardarsi intorno alla ricerca della casa dei loro “sogni”. Di conseguenza sono aumentati considerevolmente gli appuntamenti di vendita mirati alla ricerca sia di prime abitazioni, che di seconde case grazie al fatto che moltissime persone oggi hanno la possibilità di lavorare da casa (il cosiddetto smart working o lavoro agile) permettendo così di non avere l’obbligo di spostamenti se non per qualche giorno alla settimana per recarsi al lavoro. Tutto questo per dire che la nostra impressione è che nel 2020 il mercato immobiliare delle prime, seconde e anche terze cinture, sarà in rialzo come numero di compravendite, con prezzi che a seconda dell’immobile, potranno probabilmente tenere i livelli raggiunti negli ultimi anni. Riteniamo sia ancora presto prevedere un rialzo dei valori, in quanto è ancora sempre più alta l’offerta della domanda. L’Eco-bonus al 110% potrà essere un fattore positivo, ma bisogna ancora attendere di capire quali saranno gli immobili che ne potranno effettivamente beneficiare.